EURITMIA EVOLUENTE (1970)

«Lo scopo dell’Euritmia evoluente è stato quello di riuscire a realizzare la visione di un corpo sospeso nel vuoto, dotato di un particolare movimento che non fosse rigido, ma un po’ impreciso e che desse l’impressione di vitalità».

Fogliati voleva imprimere vitalità ad un oggetto. Come precisa l’artista stesso, per ottenere questo esito «innanzitutto l’oggetto fisico in questione deve perdere il suo appoggio fisico su qualcosa, deve perdere il proprio peso ed essere vagante». La proprietà specifica di un oggetto vagante nello spazio è la presenza di una energia che gli permetta questa sospensione. Fogliati ha pensato di ottenere questa perdita di peso e questa vitalità sfruttando il comportamento di un anello che agisce come un giroscopio, come una trottola che non cade sino a quando gira perché l’energia che possiede la mantiene, diciamo, “in piedi”. Questo anello dipinto di bianco è mantenuto sospeso per mezzo di un esile filo di nylon collegato ad un motore elettrico fissato al soffitto di un ambiente. Quando è fermo, in virtù della forza di gravità, l’anello manterrà teso il filo di nylon e si presenterà su di un piano perpendicolare rispetto al pavimento ed al soffitto.

Azionando il motore elettrico si verificherà l’esito che Fogliati ha voluto ottenere. Il motore elettrico ruota ad una velocità non molto sostenuta dotando di energia questo filo che trattiene l’anello a sua volta attratto dalla forza di gravità. È proprio questa forza di gravità che si vuole vincere, affinché questo oggetto sembri dotato di autonomia, di una sua vita propria. Per mezzo di questa rotazione costante del motore elettrico, l’energia immagazzinata dal filo e trasmessa all’anello, pone quest’ultimo in una posizione orizzontale con leggeri ondeggiamenti. Questo avviene per le note leggi della meccanica cinetica. Quindi alla base c’è comunque un fenomeno fisico noto.

A Fogliati, quindi, interessava dare il senso di sospensione nel vuoto e la colorazione bianca dell’anello è funzionale ad una perfetta visibilità dell’oggetto. In più, la visione di quest’anello bianco volteggiante nel vuoto, oltre a dare una sensazione di leggerezza e vitalità, dà al fruitore l’impressione di trovarsi di fronte ad un anello di pura luce bianca in continua evoluzione nel vuoto e mai stabile. Una sorta di struttura di luce senza un programma definito e senza un supporto materialmente visibile.