SUCCESSIONI LUMINOSE (1967)
Osservando i disegni-progetto della Città Fantastica, realizzati negli anni Sessanta, emerge il desiderio di Piero Fogliati di creare un Tempio della Luce: un edificio concepito per catturare la luce solare e plasmarla, dando vita a una scultura luminosa tridimensionale.
Per concretizzare questa visione, Fogliati progettò diversi dispositivi, molti dei quali non furono mai realizzati fisicamente ma di cui rimane traccia su alcuni dei suoi Disegni progettuali di quegli anni. Il lavoro che ha tradotto più compiutamente questa idea in opera è la Fotostruttura (1968), anche se va rilevato che in questo contesto di ricerca le Successioni luminose hanno raggiunto un altro esito significativo nella creazione di una scultura di luce tridimensionale.
Quest’opera è composta da un proiettore speciale, ideato dall’artista, che genera una luce apparentemente bianca ma, in realtà, costituita da una sequenza di forme luminose che si susseguono ad alta velocità, impercettibili alla vista diretta.
L’opera include anche un supporto in alluminio a forma di disco verticale, dipinto di bianco e ruotante rapidamente su se stesso. Quando il proiettore illumina il disco, il suo movimento interagisce con la luce creata dall’artista, generando un effetto sorprendente: lo spettatore ha la sensazione che le leggi fisiche della materia vengano sovvertite e che la percezione stessa del disco si trasformi.
L’illusione ottica che ne scaturisce fa apparire il disco deformato, ritorto e moltiplicato in tre versioni intersecate simultaneamente. In realtà, la struttura fisica del disco non cambia; è il fenomeno luminoso a creare l’impressione di una scultura di luce tridimensionale, una sorta di fiore bianco che modifica la propria forma e il numero di “petali” in una continua variazione, una Successione luminosa in espansione e contrazione.
Con questa opera, Fogliati non utilizza la luce semplicemente per illuminare uno spazio o un oggetto, ma la plasma come un materiale plastico, al pari del marmo o del legno, dando vita ad una vera e propria scultura luminosa tridimensionale; un fiore immateriale come respiro di luce che si espande e si dissolve.