ANEMOFONO (1968)

L’opera è la trasposizione espositiva dello Strumento a vento produttore di puri suoni armonici. Si tratta di una delle utopie progettuali scaturite dalla riflessione dell’artista su quale potesse essere lo spazio ideale per l’esistenza dell’uomo e il nutrimento della sua immaginazione: la Città Fantastica. Posizionato su una collina, al cui interno si trovano i motori che lo azionano, l’Anemofono era concepito per dare voce al vento attraverso pale rotanti dalle forme diverse. In altre parole, un vero e proprio strumento capace di influenzare il vento sonorizzandolo.

Fogliati spiega che «l’Anemofono è uno strumento fonoplastico agente sull’aria e sul vento». Secondo lui, «un corpo di forma a pala circolare produce un suono dolcissimo, mentre pale di forma quadrangolare generano una gamma di suoni più ricco di armoniche; infine bacchette d’acciaio filiforme rotanti a velocità elevata producono il sibilo».